Area Umanistica  

 

   

Liceo Matematico  

 

   

Libri di testo 2018-2019  

   

   

   

Bacheca della sicurezza  

 

   

   

 

 

 

 

 

 

   

whistleblowing  

   

Il portale sulla letteratura di Rai Cultura

Il portale di Rai Cultura dedicato a libri e cultura. Video, interviste, approfondimenti, inediti d'autore
Il portale sulla letteratura di Rai Cultura
  1. Dall`Armadillo a Kobane: tutto il mondo di Zerocalcare in mostra a Roma
    E' un piccolo - grande evento la mostra, la prima personale, che il museo Maxxi di Roma dedica a Zerocalcare, che non è solo uno degli autori di fumetti più importanti del nostro paese ma anche una tra le figure più interessanti e complesse della scena culturale di oggi. Il progetto ripercorre infatti  tutti gli anni del suo lavoro, da sempre legato alla secna underground, portavoce sensibile e consapevole della sua generazione. Vengono  esposti poster, un’ampia selezione di illustrazioni, copertine di dischi,  tavole originale dei suoi nove libri, magliette, loghi, etichette e un lavoro site specific disegnato dall’artista per l’occasione. CI sono i racconti a sfondo autobiografico, da cui  emerge un ritratto lucido e tagliente della sua generazione, una generazione nata agiata che ha visto trasformare i diritti conquistati dai propri padri in privilegi per pochi, ma anche storie tratte dalla vita quotidiana, racconti riferiti ai movimenti di protesta, ai fatti di cronaca e politica, dalle numerose aggressioni dei gruppi neofascisti degli ultimi anni, alle manifestazioni antirazziste, alle battaglie per i diritti civili. Colpiscono in particolare i diversi i resoconti di fatti di cronaca nazionale e internazionale, nati da esperienze personali e di viaggio. Si parte dal G8 di Genova del 2001 per arrivare al 2014 quando Zerocalcare si è recato a Kobane, dove i curdi resistono agli attacchi dell'ISIS e ha raccontato la loro storia di resistenza nel libro Kobane Calling. Questi e altri racconti sono testimonianze vissute e raccontate in prima persona con lo spirito del reportage ma con l’esito di un diario intimo scritto da un viaggiatore del nostro tempo. "Zerocalcare. Scavare fossati, nutrire coccodrilli" Roma, Museo Maxxi Fino al 10 Marzo 2019    
  2. Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana
    Un museo che non c’è è al centro del saggio di Giuseppe Antonelli, Il museo della lingua italiana, pubblicato da Mondadori. Antonelli questo museo lo crea sulla carta: lo immagina su tre piani (italiano antico, dalle origini a metà del Settecento; italiano moderno da Metà del Settecento alla II guerra mondiale; italiano contemporaneo dalla Costituzione a oggi), e sceglie sessanta oggetti rappresentativi degli snodi fondamentali dal punto di vista della lingua che si parla e si scrive nel nostro paese (dalla pala dell’infarinato che simboleggia l’Accademia della Crusca al quadro di Boldini, Lavandaie per raccontare la risciacquatura dei panni in Arno da parte di Manzoni, al mobile radio degli esordi di questo mezzo, tanto per fare qualche esempio). Un viaggio attraverso la lingua letteraria ma anche la lingua comune, da quella dei mercanti, dei predicatori dei pellegrini a quella delle lettere, dei messaggi, dei fumetti, della pubblicità e dei social network. Si parte da un motorino che si chiamava Sì per arrivare a un motorino che si chiamava Ciao: due parole della lingua italiana famose in tutto il mondo. Giuseppe Antonelli è professore ordinario di Storia della lingua italiana, collabora all’inserto La Lettura del Corriere della Sera e racconta storie di parole su Rai Tre. Tra i suoi ultimi libri: Comunque anche Leopardi diceva le parolacce. L’italiano come non ve l’hanno mai raccontato (Mondadori, 2014), La lingua in cui viviamo. Guida all’italiano scritto, parlato, digitato (Rizzoli, 2017), Volgare eloquenza. Come le parole hanno paralizzato la politica (Laterza, 2017).
  3. Dario Dondi, l`Edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci
    L'edizione Nazionale dei Manoscritti e dei Disegni di Leonardo da Vinci è un progetto che nasce nel 1964. A Giunti Editore di Firenze viene affidata la cura e la riproduzione in facsimile di tutte le opere di Leonardo da Vinci: per la prima volta i proprietari delle opere di Leonardo consentono l'accesso diretto agli originali per questa raccolta. Dell'appassionante vicenda dei codici di Leonardo ci parla Dario Dondi, editor Grandi Opere Progetto Leonardo, che abbiamo incontrato nella sede fiorentina della casa editrice. Alla morte di Leonardo, avvenuta nel 1519 ad Amboise in Francia è il suo discepolo Francesco Melzi a ereditare tutti i codici manoscritti del maestro. Melzi riporta i codici in Italia, ma quando muore, nel 1570,  con suo figlio Orazio comincia la dispersione dei testi. La collezione più ampia di fogli leonardiani è costituita dal Codice Atlantico, una raccolta miscellanea di 1750 unità, tra fogli e  frammenti riuniti dallo scultore Pompeo Leoni. Vi si trova la più ricca documentazione dei suoi contributi alla scienza meccanica e matematica, all'astronomia, alla geografia fisica, alla botanica, alla chimica e all'anatomia. Disegni di strumenti di guerra, macchine per volare, dispositivi meccanici insieme a progetti architettonici e urbanistici che Leonardo non potè portare a termine, ma anche la registrazione dei suoi pensieri attraverso favole e meditazioni filosofiche. 
  4. Sveva Casati Modignani, Suite 405
    I due protagonisti del romanzo di Sveva Casati Modignani, Suite 405 pubblicato da Sperling & Kupfer, sono un ricco imprenditore, Lamberto Rissotto Loredan, e un sindacalista, Giovanni Rancati. I due s’incontrano per discutere dei problemi dei lavoratori, ma c’è anche un altro filo che li lega: Bruna, la compagna di Giovanni, si trova a pettinare il cadavere di Armanda, la moglie di Lamberto. Il racconto di come i due eroi approdano alla felicità di coppia s’intreccia con diversi flash back: scopriamo l’infanzia terribile di Armanda in campagna con un padre violento e incestuoso e la grinta che la porta a emanciparsi da quel mondo (ma a cinquantacinque anni, moglie del bel Lamberto, fa l’errore di andare a letto con il suo istruttore di ginnastica che posta il filmino del loro amplesso su facebook, onta alla quale non sopravvive); la tempra morale di Giovanni, che voleva fare l’ingegnere, ma diventa operaio dopo la morte del padre e sindacalista per il suo spirito combattivo, e infine la passione per i libri di Chiara. A proposito di Sveva Casati Modignani ha scritto Roberta Scorranese sul Corriere della Sera: “tutte le vite, nei libri di Sveva, hanno il peso specifico di una umanità che pecca, si redime, sbaglia, si riprende, ama e muore e rinasce. Una curiosa democrazia letteraria che, volente o nolente, ti incolla alla pagina.”     Sveva Casati Modignani è lo pseudonimo di Bice Cairati (Milano 13 luglio 1938). Ha cominciato a scrivere i suoi libri insieme al marito, Nullo Cantaroni, e ha continuato dopo la sua morte. Tra i suoi romanzi pubblicati da Sperling 6 Kupfer: Anna dagli occhi verdi (1981), Lezione di tango (1998), 6 aprile '96 (2003), Qualcosa di buono (2004), Palazzo Sogliano (2013), La moglie magica (2014), Dieci e lode (2016), Festa di famiglia (2017) e Suite 405 (2018). Il diavolo e la rossumata è la sua autobiografia uscita da Mondadori nel 2012, seguita da Il bacio di Giuda (2014) e Un battito d'ali (2017).
  5. Carola Susani, La prima vita di Italo Orlando
    1957 Sicilia: Irene, orfana di madre dalla nascita, è a Sette Cannelle, nella vecchia casa in campagna della nonna con il padre fotografo, una consuetudine a cui è affezionata. Tutto cambia quell’estate, quando entra in scena un ragazzo misterioso che Irene e il padre trovano nudo in un campo. Potrebbe essere Italo Orlando, uno studente di Marsala che ha abbandonato la famiglia e gli studi di ingegneria; di sicuro è un giovane etereo e ricco di fascino: migliora la vita di chi gli sta intorno (fa funzionare il vecchio camino, porta la luce elettrica, l’acqua corrente), attira a sé i bambini, affascina persino la durissima nonna. Una ditta americana trivella e trova il petrolio lì vicino; secondo Italo ce n’è pure da loro. Una grande festa raduna nel casale vicini e tecnici, poi tutto finisce da un momento all’altro. La prima vita di Italo Orlando di Carola Susani, pubblicato da Minimum fax, è scritto con una lingua sensibile e ricca di suggestioni. Inaugura una trilogia che copre un lungo arco temporale, collegando l’apparizione di Italo a momenti chiave della storia italiana. Carola Susani è nata a Marostica (Vicenza) nel 1965. Nel 1995 è uscito il suo primo romanzo, Il libro di Teresa (Giunti), nel 1998 La terra dei dinosauri (Feltrinelli). Con Feltrinelli ha inoltre pubblicato i romanzi per ragazzi Il licantropo (2002) e Cola Pesce (2004). Nel 2005 per Gaffi è uscito Rospo, raccolta di due radiodrammi. Ha collaborato alla rivista di Palermo Perap e a Linea d’ombra, e fa parte della redazione di Nuovi Argomenti. Nel 2006 minimum fax ha pubblicato la sua raccolta di racconti Pecore vive, selezione al Premio Strega 2007; nel 2012 Eravamo bambini abbastanza. Un suo racconto è incluso nell'antologia al femminile di minimum fax Tu sei lei. Per Laterza è uscito nel 2008, nella collana Contromano, L’Infanzia è un terremoto, per Feltrinelli, nel 2009, Mamma o non mamma, scritto insieme a Elena Stancanelli.
  6. Marco Malvaldi, La misura dell`uomo
    Al centro del romanzo di Marco Malvaldi, La misura dell’uomo, pubblicato da Giunti c’è un Leonardo da Vinci quarantenne molto apprezzato e molto spiato. Siamo a Milano nell’ottobre 1493. La città è sotto Ludovico il Moro che la sta facendo diventare la più ricca della penisola. Mentre Ludovico incalza “il suo asso nella manica” Leonardo affinché porti a compimento il cavallo di bronzo in onore di suo padre, avviene un delitto: un uomo viene ritrovato morto in una corte del Castello. A risolvere il caso sarà proprio Leonardo, grazie alle sue competenze di anatomia e al suo grande intuito. Nel frattempo l’ambasciatore di Ferrara si convincerà che lui sia capace di trasformare metalli vili in oro e re Carlo VIII lo farà aggredire dai suoi sgherri per rubargli il taccuino da cui non si separa mai. Malvaldi costruisce un romanzo storico umoristico e avvincente che cala il lettore nell’atmosfera torbida del Rinascimento e gli fa apprezzare la sua figura più luminosa: un omaggio a Leonardo di cui il 2 maggio 2019 ricorrono 500 anni dalla morte.       A Milano Leonardo si occupava degli incarichi più svariati: dal ritratto della Dama con l'ermellino – quella Cecilia Gallerani amata dal Moro e coprotagonista del romanzo – l'Ultima cena fino alle scenografie per le feste di corte, i progetti di irrigazione delle campagne, le tecniche di fusione dei cannoni.   Marco Malvaldi (Pisa 1974), chimico, ha esordito nel 2007 per Sellerio con La briscola in cinque, primo degli ormai sette volumi dedicati ai “vecchietti del BarLume”, divenuti nel 2013 anche una serie televisiva. Ha pubblicato inoltre i romanzi Odore di chiuso (Premio Castiglioncello e Isola d’Elba-Raffaello Brignetti), Milioni di milioni, Argento vivo, Buchi nella sabbia, La battaglia navale, Negli occhi di chi guarda e i saggi L'infinito tra parentesi. Storia sentimentale della scienza da Omero a Borges, Capra e calcoli. L'eterna lotta tra gli algoritmi e il caos, Le due teste del tiranno. Metodi matematici per la libertà, L'architetto dell'invisibile ovvero come pensa un chimico e Per ridere aggiungere acqua. Piccolo saggio sull'umorismo e il linguaggio.
  7. Bianca Pitzorno, Il sogno della macchina da cucire
    Dedicato alle sartine di un tempo, ma anche a quelle del Terzo Mondo che passano infinite ore nelle loro fabbriche-carcere, Il sogno della macchina da cucire di Bianca Pitzorno (Bompiani) è la storia di una bambina di fine Ottocento, rimasta orfana dei genitori, che cresce con la nonna e impara da lei a cucire. Alla morte della nonna, la sartina sedicenne rimane sola, ma può contare sull’appoggio di Ester, la sua prima cliente, una giovane colta e generosa, rimasta terribilmente delusa dal marchese che ha sposato. Tra i lavori trovati dalla protagonista ci sono quelli per la famiglia di un avvocato spilorcio che fa finta di far arrivare i vestiti di moglie e figlie dalla Francia e per un’americana emancipata che fa una brutta fine. Non mancano nella vita della sartina una piccola protetta, Assuntina, a cui muore la madre di tubercolosi e un pretendente altolocato, Guido, studente di ingegneria che perde la testa per lei. Tra un punto e l’altro la ragazza impara a leggere e scrivere, si abbona alla biblioteca, si appassiona all’opera. Un inno all’indipendenza delle donne, che è una conquista pratica ma soprattutto una conquista interiore.   Con Bianca Pitzorno abbiamo parlato delle ricerche sulle case chiuse che l'hanno spinta a interessarsi ai destini delle sartine di inizio Novecento, della galleria di donne presentata nel libro (tutta ispirata a persone realmente vissute) e infine dell'importanza e dei rischi dell'acculturamento.   Bianca Pitzorno nasce a Sassari nel 1942. Si laurea in Lettere Classiche, e fa un master in Cinema e Televisione presso la Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali di Milano. Per sette anni è funzionaria presso la RAI di Milano, addetta alla produzione di programmi televisivi culturali e per ragazzi. Collabora con la Televisione della Svizzera Italiana. Lavora anche come archeologa, autrice di testi teatrali, sceneggiatrice cinematografica e televisiva, paroliera e insegnante. Fa una breve esperienza di editor presso la casa editrice Sonzogno Bompiani. Dal 1970 al 2011 pubblica circa cinquanta tra saggi e romanzi, per bambini e per adulti, che sono stati tradotti in moltissimi paesi d'Europa, America e Asia. Ha tradotto Tolkien, Sylvia Plath, David Grossman, Enrique Perez Diaz, Töve Jansson, Soledad Cruz Guerra e Mariela Castro Espìn. Vive a Milano. Frequenta assiduamente Cuba e collabora con le istituzioni culturali di quell'isola. Dal 2004 si dedica esclusivamente ai libri per adulti. Tra i suoi titoli più noti: La bambina col falcone 1982; Vita di Eleonora d'Arborea, 1984 e 2010; Ascolta il mio cuore, 1991; Tornatras, 2000; La bambinaia francese, 2004; La vita sessuale dei nostri antenati (spiegata a mia cugina Lauretta che vuol credersi nata per partenogenesi) 2015.
  8. Beatrice Alfonzetti, Pasolini e il `68
    Beatrice Alfonzetti, intervenendo al convegno Lettere dal '68 (Sapienza-Università di Roma, 26 ottobre 2018), ha parlato delle posizioni di Pier Paolo Pasolini riguardo al '68 e alle sue istanze. 
  9. Federico Ruozzi, Il `68 e Lettera a una professoressa
    Lettera a una professoressa di Don Lorenzo Milani e della Scuola di Barbiana esce nel maggio 1967 e ha un grosso impatto sul mondo della scuola. Federico Ruozzi, dell'Università di Modena e Reggio Emilia, ci parla qui delle letture che vennero date di questo libro in quegli anni. Ruozzi è intervenuto al convegno Lettere dal '68 che si è tenuto alla Sapienza il 26 ottobre 2018 in occasione della Giornata nazionale della Letteratura.
  10. Ian McEwan: Il verdetto, dal libro al film
    Dalla Ballata di Adam Henry, romanzo di Ian McEwan tradotto in italiano per Einaudi da Susanna Basso, il regista inglese Richard Eyre ha tratto il film The Children Act - Il verdetto, ora nelle nostre sale. Protagonista del film è Emma Thompson, nel cast anche Stanley Tucci e Fionn Whitehead, La sceneggiatura di questo film è dello stesso Ian McEwan che abbiamo intervistato. Fyona Maye è un magistrato che si occupa di diritto di famiglia. Sulla sessantina, sposata senza figli, si dedica al suo lavoro con tutta se stessa. Nei giorni in cui il marito la minaccia di prendersi un’amante (e poi le rivela di averlo già fatto e se ne va di casa), le capita di dover giudicare in merito ad Adam, un diciassettenne testimone di Geova malato di leucemia che rifiuta le trasfusioni. Fiona potrebbe decidere in base al codice, ma decide di andare a trovare il ragazzo: tra i due nasce un’istintiva simpatia, quasi un’attrazione. Lei fa intervenire i medici contro il suo volere e quello dei suoi genitori; lui si salva e la bersaglia di messaggi perché è diventata la sua figura di riferimento. Finale a sorpresa.   Ian McEwan è nato nel 1948 ad Aldershott e vive a Londra. È autore di due raccolte di racconti: Primo amore, ultimi riti e Fra le lenzuola; un libro per ragazzi: L'inventore di sogni; un libretto d'opera: For You. Ha pubblicato il saggio Blues della fine del mondo e i romanzi: Il giardino di cemento, Cortesie per gli ospiti, Bambini nel tempo, Lettera a Berlino, Cani neri, L'amore fatale, Amsterdam, Espiazione, Sabato, Chesil Beach, Solar, Miele, La ballata di Adam Henry, Nel guscio e Il mio romanzo viola profumato. Tutti i suoi libri sono stati pubblicati in Italia da Einaudi.
  11. Tommaso Pincio, Il dono di saper vivere
    Un trentaduenne chiuso in prigione con una lunga pena davanti ; il suo avvocato che lo riempie di libri. Comincia come un romanzo il nuovo libro di Tommaso Pincio, Il dono di saper vivere, pubblicato da Einaudi. Di questo personaggio che si racconta in prima persona scopriamo che da ragazzo veniva chiamato Il Melancolia, che aveva studiato all’Accademia di Belle Arti, che per caso aveva trovato lavoro in una galleria d’arte e che per anni aveva detto in giro di star lavorando a un libro su Caravaggio, da lui rinominato Il Gran Balordo. Nella seconda parte continua il confronto serrato tra l’io narrante e il pittore (li accomuna, scopriremo, l’incapacità di vivere, li separa l’attitudine melanconica propria del primo) ma non siamo più in cella: è Pincio stesso che ha lavorato nella galleria d’arte che sembrava la Fortezza Bastiani e ha tentato di scrivere su Caravaggio (e sullo spirito di Caravaggio, sulla creazione delle sue opere, sui suoi luoghi, sui suoi intenti palesi e nascosti ci offre bellissime pagine). Un romanzo costruito come un gioco di specchi su vita, arte e sconfitta.   Tommaso Pincio, scrittore, traduttore e pittore, vive e lavora a Roma.Per Einaudi ha pubblicato Un amore dell’altro mondo (2002 e 2014), La ragazza che non era lei (2005), Cinacittà (2008). Tra gli altri suoi libri, Lo spazio sfinito (minimum fax 2010), Hotel a zero stelle (Laterza 2011) e Panorama (NN 2015).
  12. Lisa Ginzburg, Pura invenzione
    “Frankenstein è il racconto di una Creatura sabotata dal suo creatore” così sintetizza Lisa Ginzburg il Frankenstein di Mary Shelley, da lei indicata come lettura d'elezione nel libro Pura invenzione per la collana PassaParola di Marsilio. Partendo dalle lettere che compongono la parola Frankenstein, dalla F di felicità alla N di nascere, Ginzburg ripercorre temi e atmosfere di questo cupissimo romanzo (che però ha ispirato la divertentissima versione cinematografica Frankenstein junior) e insieme indica i punti di contatto che sente tra sé e la scrittrice Mary Shelley. La centralità dell’assenza della madre (Mary la perse al momento della nascita), la vulnerabilità e lo sradicamento di cui soffrono tutti i personaggi sono alla base di una storia che costituisce per la sua giovane autrice un cammino di autoconoscenza. La letteratura come gioco di specchi: lo scrittore si rispecchia nella sua opera, così come il lettore si rispecchia nel libro che legge e nelle emozioni di chi ha scritto.     Lisa Ginzburg, scrittrice e saggista, dopo un perfezionamento alla Normale di Pisa e dopo essersi occupata di mistica francese del Seicento vive e lavora a Parigi, dove è stata direttrice di cultura della Unione latina. Ha pubblicato con Feltrinelli il romanzo Desiderava la bufera (2002) e la raccolta di racconti Colpi d’ala (2006). Ha curato con Cesare Garboli È difficile parlare di sé di Natalia Ginzburg (Einaudi 1999). La sua ultima pubblicazione è il pamphlet Buongiorno mezzanotte, torno a casa (Italo Svevo edizioni 2018). Per Marsilio ha pubblicato Per amore (2016).
  13. Bruno Ballardini, Lo Zen e l`arte di aprire una porta aperta
    “Quello in cui viviamo e che ci siamo costruiti intorno non è il nostro mondo, è un’illusione dettata dall’abitudine, dal nostro Ego, dalla nostra malattia”, così Bruno Ballardini in Lo zen e l’arte di aprire una porta aperta edito da Piemme. Ballardini parte dalla constatazione che abbiamo perso i riti di passaggio e poi gli stessi passaggi: siamo sospesi in un’eterna condizione infantile. Il libro descrive il percorso verso la Retta Visione. Il primo passo consiste nell’abbandonare l’attitudine giudicante, nel fare piazza pulita delle nostre certezze (“l’unica rivoluzione possibile per cambiare il mondo è cambiare il nostro modo di guardarlo”). Restiamo ancorati al passato e ci proiettiamo verso il futuro: quello che non riusciamo proprio a vedere è il presente, è di questo che dovremmo avere nostalgia. Cosa possiamo fare per accostarci alla Retta Visione? Sviluppare la compassione; prendere i problemi come nostri maestri; vivere con il giusto, sbarazzandoci del superfluo; praticare il silenzio o comunque un’estrema parsimonia di parole; considerare le cose in funzione del bene comune; trasformare qualunque gesto quotidiano in spunto di meditazione. Un libro pieno di paradossi illuminanti, a partire da quello contenuto nel titolo: sembra facile aprire una porta aperta ma se quella porta non la vediamo resteremo sempre al di qua della soglia. Bruno Ballardini è nato a Venezia nel 1954. Ha lavorato per grandi multinazionali della pubblicità - BBDO, Saatchi & Saatchi, Young & Rubicam - firmando campagne per le imprese del largo consumo. Già docente di Tecniche della Comunicazione Pubblicitaria e di Giornalismo all'Università di Roma La Sapienza, collabora con Il Sole 24Ore, il Fatto Quotidiano e Linus. Tra i suoi libri: La morte della pubblicità (Castelvecchi, 1994); Manuale di disinformazione (Castelvecchi, 1995); Gesù lava più bianco. Ovvero come la Chiesa inventò il marketing (Minimum fax, 2000) e Gesù e i saldi di fine stagione. Perché la Chiesa non vende più (Piemme, 2011).
  14. Matteo Nucci, L`abisso di Eros
    “In qualsiasi tempo e in qualsiasi spazio, l’amore e lo squarcio che esso produce nel nostro petto e nella dimensione in cui viviamo, segna un prima e un dopo in cui ciascuno di noi prende a guardare le cose con occhi nuovi e, nei casi migliori, cerca di far sue le conoscenze di chi ricambia l’amore pur di aprirsi a vivere una nuova vita” : in L’abisso di Eros, pubblicato da Ponte alle Grazie, Matteo Nucci segue le tracce di Eros e dei suoi comprimari, prima fra tutti Peithò, la seduzione. Nucci ama la Grecia e la percorre in lungo e in largo attraverso i suoi autori e immergendosi nei suoi paesaggi, anche in quelli più lontani dalle mete turistiche. Per il suo libro sceglie una forma mista: un po’ saggio, un po’ racconto, un po’ tutt’e due. Dal Malcom Lowry di Sotto il vulcano all’Esiodo della Teogonia, passando per Omero, Saffo, Platone, Tucidide, esplora gli effetti di Eros, forza primigenia, divinità fluida, sessualmente indifferenziata. C’è tutta una parte del libro dedicata all’erotismo dell’educazione, che ha il suo esponente più illustre in Socrate (nonostante la sua bruttezza i suoi allievi lo amavano pazzamente). Stupisce che in Grecia la coppia divenuta paradigma dell’amore infinito sia quella formata da Menelao e Elena (non era Elena quella che era fuggita dal marito, non c’era voluta una sanguinosissima guerra per farla tornare? Il punto che Elena torna, e con Menelao invecchiano felici e contenti). Anche la conclusione a cui arriva Nucci è spiazzante: la perfetta unione afrodisiaca è impossibile, “per amarsi è necessario tradirsi. Lottare e disperare. Lasciarsi prendere dall’ira e dall’orgoglio. Salvare la propria dignità. Eppoi rincorrersi.” Matteo Nucci è nato a Roma nel 1970. Ha studiato il pensiero antico, pubblicando saggi su Empedocle, Socrate e Platone e una nuova edizione del Simposio. Nel 2009 è uscito da Ponte alle Grazie il suo primo romanzo, Sono comuni le cose degli amici, finalista al Premio Strega 2010; nel 2011, il romanzo-saggio Il toro non sbaglia mai. Nel 2013 ha pubblicato il saggio narrativo Le lacrime degli eroi (Einaudi). I suoi racconti sono apparsi in antologie e riviste (soprattutto Il Caffè Illustrato e Nuovi Argomenti); i suoi articoli e reportage di viaggio escono su Il Venerdì di Repubblica.
  15. Quarta edizione Premio Strega Ragazze e Ragazzi: le due cinquine
    Sono state selezionate le due cinquine finaliste alla quarta edizione del Premio Strega Ragazze e Ragazzi, promosso da Fondazione Maria e Goffredo Bellonci e da Strega Alberti Benevento – organizzatori del Premio Strega – con il Centro per il libro e la lettura (Cepell), e con BolognaFiere-Bologna Children’s Book Fair.   Il Comitato scientifico, presieduto da Giovanni Solimine, presidente della Fondazione Bellonci, e composto da Flavia Cristiano (Centro per il libro e la lettura), Fabio Geda (scrittore), Nicoletta Gramantieri (Biblioteca Salaborsa Ragazzi, Bologna), Laura Giaretta (Scuola elementare Marco Polo, Rosà), Martino Negri (Università degli Studi di Milano-Bicocca), Elena Pasoli (Bologna Children’s Book Fair) e Paola Saoncella (Libreria Biblion, Granarolo), ha scelto i dieci libri che si contenderanno il premio tra i 66 titoli proposti quest’anno dagli editori, una destinata a lettrici e lettori dai 6 ai 10 anni (+6) e una a lettrici e lettori dagli 11 ai 15 anni (+11).
  16. Guido Conti, Quando il cielo era il mare e le nuvole balene
    Quando il cielo era il mare e le nuvole balene di Guido Conti (Giunti) è un romanzo di sensazioni e di paesaggio animato da una stupefacente galleria di personaggi e da un giovane narratore curioso. Bruno cresce con il nonno affabulatore Piero, che ha imparato a leggere e scrivere da una prostituta che chiamavano la Maestra, e con la nonna Ida, guaritrice. Da piccolo registra le storie di chi lo circonda: quella della bellissima Vera, violentata da un suo ammiratore, che uccide il figlio e poi va in sposa come se niente fosse; dell’orsaro che si dispera per la morte dell’orsa che portava in giro a esibirsi; del vicino pronto a togliersi tutti i denti pur di non partire per la guerra. Poi la Storia irrompe nella sua vita: un amico del nonno viene ucciso per il suo attivismo antifascista; il nonno stesso viene picchiato e buttato in un fosso. Torna il padre: lo chiamano l’Americano, maneggia soldi, è affettuoso e distante; la sua ragazza Becky si prostituisce in città e sarà lei a far scoprire il sesso a Bruno. Nella parte finale si consuma la presa di distanza dal mondo della propria infanzia, dal Po.   Guido Conti è nato a Parma nel 1965. Ha esordito con Il coccodrillo sull’altare (Guanda 1998, Premio Chiara). Tra i suoi romanzi, I cieli di vetro (Guanda 1999, Premio Selezione Campiello), Il tramonto sulla pianura (Guanda 2005), e Le mille bocche della nostra sete (Mondadori, 2010). Il grande fiume Po (Mondadori 2012) è un saggio sulla storia e sulla cultura della sua terra. Ha curato la raccolta degli scritti giovanili di Cesare Zavattini, Dite la vostra (Guanda 2002) e Giovannino Guareschi, biografia di uno scrittore (Rizzoli 2008, Premio Hemingway). Per i bambini ha scritto e illustrato Il volo felice della cicogna Nilou (Rizzoli 2014), Nilou e i giorni meravigliosi dell’Africa (Rizzoli 2015) e Nilou e le avventure del coraggioso Hadì (Libreria Ticinum 2018). Le sue lezioni sulla lettura e la scrittura sono raccolte in Imparare a scrivere con i grandi (Bur Rizzoli 2014).
  17. Cime tempestose di Emily Brontë secondo Nadia Fusini
    Nadia Fusini ci conduce all'interno del romanzo Cime tempestose di Emily Brontë sulla scorta di quattro parole chiave: dolore, immaginazione, eroismo, sorelle. Un suo saggio su Emily Brontë compare all'interno del libro Nomi. Undici scritture al femminile (Donzelli).   Cime tempestose (Wuthering Heights) è l’unico romanzo di Emily Brontë. Scritto tra il 1845 e il 1846, viene pubblicato per la prima volta nel 1847, a nome di Ellis Bell; una seconda edizione postuma viene curata dalla sorella di Emily, Charlotte, nel 1850. Racconta il tormentato amore tra Heathcliff e Catherine sullo sfondo della brughiera inglese di inizio Ottocento. Heathcliff, un ragazzo forse zingaro rimasto orfano, viene preso in custodia da Mr. Earnshaw, ricco gentiluomo proprietario di Cime tempestose, un castello nelle campagne inglesi. Tra Heathcliff e Catherine, figlia di Earnshow, nasce un’attrazione che sarà fatale per entrambi, così come l’odio che il giovane si attira da parte del fratello di Catherine, Hindley. Catherine sposa, senza amarlo, il facoltoso Edgar Linton, mentre Heathcliff, tornato ricco da un lungo viaggio, si vendica sposando Isabel, sorella minore del suo rivale. Dopo aver dato alla luce Cathy ed aver confessato ad Heathcliff il proprio amore, Catherine muore, e l’uomo riesce poco a poco a impossessarsi di tutti i possedimenti della famiglia Earnshaw e della famiglia Linton. Alla sua morte viene seppellito accanto a Catherine.   Emily Brontë nasce il 30 luglio 1818 a Thornton, nello Yorkshire (Inghilterra). Figlia del reverendo Brontë e di Maria Branwell. Nel settembre del 1821 la madre muore e sua sorella Elizabeth va ad abitare con loro per aiutarli. Nel 1824 Emily, insieme alle sorelle, entra nella scuola di Cowan Bridge per figlie di ecclesiastici. Nel 1825 muoiono, colpite entrambe da tisi, le sorelle maggiori di Emily, Maria ed Elizabeth. Abbandonata la scuola, i giovani Brontë continuano la propria istruzione in casa. Nel 1835 Charlotte ed Emily frequentano la scuola di Roe Head. Dopo tre mesi Emily torna a casa fisicamente distrutta e il suo posto a Roe Haed viene preso dalla sorella minore Anne. Nel 1838 Emily entra come insegnante nella scuola di Law Hill, ma dopo soli sei mesi torna a casa. L'anno successivo Emily e Charlotte partono per Bruxelles dove frequentano il Pensionato Heger. Alla morte della zia Elizabeth tornano a casa. Emily torna da sola a Bruxelles nel 1844 e comincia a trascrivere le sue poesie in due quaderni, uno senza titolo, l'altro intitolato Gondal Poems. Charlotte trova questo quaderno nel 1845 e decide di pubblicare un volume dei loro versi. Emily acconsente purché il libro esca con uno pseudonimo. Nel 1846 esce quindi Poems di Currer (Charlotte), Ellis (Emily) e Acton (Anne) Bell (Brontë). Nel 1847 vengono pubblicati Cime tempestose di Emily, Agnes Grey di Anne e Il Professore e Jane Eyre di Charlotte. Wuthering heights ha avuto diverese trasposizioni cinematografiche, la più nota delle quali è quella del 1939 con Laurence Olivier.   Nadia Fusini si è laureata in lettere all’università La Sapienza di Roma. Ha approfondito gli studi sulla letteratura americana all'Università di Harvard; sul teatro elisabettiano e Shakespeare ha studiato allo Shakespeare Institute di Birmingham. Ha insegnato Lingua e Letteratura Inglese all'Università di Bari; è diventata Ordinario di Lingua e Letteratura Inglese presso l'Università La Sapienza di Roma, dove ha insegnato Critica Shakespeariana fino al 2008. Poi ha diretto un dottorato in Letterature Comparate presso l'Istituto Italiano di Scienze Umane (SUM) e insegna ora alla Scuola Normale Superiore di Pisa e presso la Facoltà di Filosofia dell’Università del San Raffaele a Milano. Ha tradotto e commentato moltissimi autori di lingua inglese: tra cui Virginia Woolf, John Keats, Shakespeare, Samuel Beckett, Mary Shelley. Nel 1995 ha vinto il Premio Mondello per la traduzione di Le onde di Virginia Woolf, edito Feltrinelli. Si è occupata dei temi dell'identità e del femminile: Uomini e donne. Una fratellanza inquieta, Donzelli, 1995; Nomi. Dieci scritture femminili, Donzelli, 1996; Donne fatali. Ofelia, Desdemona, Cleopatra, Bulzoni, 2005; Possiedo la mia anima. Il segreto di Virginia Woolf, Mondadori, 2006.Tra i suoi romanzi: La bocca più di tutto mi piaceva, Donzelli, 1996; Lo specchio di Elisabetta, Mondadori, 2004; L'amore necessario, Mondadori 2008. Tra le sue ultime pubblicazioni Di vita si muore, Lo spettacolo delle passioni nel tetro di Shakespeare, Mondadori 2010, Hannah e le altre, Einaudi 2012, Vivere nella Tempesta, Einaudi 2016. Collabora alle pagine culturali de La Repubblica.
  18. Leonardo G. Luccone, Questione di virgole
    Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto (titolo con chiaro riferimento a "Meriggiare pallido e assorto" di Eugenio Montale), è il nuovo saggio di Leonardo G. Luccone pubblicato da Editori Laterza e dedicato al meraviglioso mondo della punteggiatura.
  19. Fabien Toulmé: Non è te che aspettavo
    Non è te che aspettavo è il graphic novel d'esordio del disegnatore francese Fabien Toulmé, pubblicato in Italia da Bao Publishing.   Il libro racconta la delicata e toccante storia autobiografica dell'autore e della sua compagna Patricia che, dopo una serie di diagnosi prenatali errate, alla nascita della loro seconda figlia Julia, scoprono che è affetta da trisomia 21, la patologia cromosomica più nota come Sindrome di Down. Mentre per Patricia accogliere Julia viene naturale fin dal primo momento, per Fabien la scoperta è un terribile choc, che inizialmente lo getta in una profonda disperazione, e che rende ai suoi occhi la piccola Julia un'estranea, quasi come se non fosse neanche sua figlia. La grandezza di Toulmé nel raccontare questa storia sta da una parte nell'abile uso del disegno e dell'ironia che, nonostante la drammaticità della storia, riescono a regalare al lettore una forte componente di leggerezza, dall'altra nell'onestà di raccontare i sentimenti contrastanti di un padre che non riesce ad accettare la propria figlia, e di mettere completamente a nudo anche gli aspetti più bui e inconfessabili del suo percorso di genitore, che dalla resistenza iniziale fatta di rifiuto, tristezza e vergogna, lo porta giorno dopo giorno a imparare invece a scoprire, conoscere e amare la sua julia per quella che è: una bambina unica e meravigliosa, anche se non era lei - come recita il titolo - che stava aspettando.   Un racconto per certi aspetti molto duro, ma proprio per questo ancora più tenero e commovente, che ci parla della difficoltà universale di accogliere la diversità, e dell'amore capace invece di superare qualunque resistenza, di vincere qualunque ostacolo.   Fabien Toulmé nasce nel 1980 a Orléans. Appassionato di fumetti, decide di laurearsi in Ingegneria Civile e Urbanistica con lo scopo di apprendere le basi della costruzione di una tavola. Nel 2001 si sposta sotto i Tropici (Benin, Guiana, Brasile, Guadalupa). Nel 2009, stanco dell’acqua limpida e del cocco, torna in Francia ad Aix-en-Provence. Comincia così a pubblicare illustrazioni e fumetti su diverse riviste (Lanfeust Mag, Psikopat, Spirou, ecc.) e serie antologiche come Alimentation générale (Vide Cocagne), Vivre dessous (Manolosanctis), Les Autres Gens (Dupuis).   Per gentile concessione dell'editore Bao Publishing pubblichiamo alcune tavole tratte dal graphic novel Non è te che aspettavo.   Per vedere le immagini clicca QUI o sulla copertina  
  20. Franco Lorenzoni: Quando gli animali andavano a piedi
    Quando gli animali andavano a piedi, è il nuovo libro del maestro Franco Lorenzoni, pubblicato da Orecchio Acerbo e splendidamente illustrato da Eva Sánchez Gómez.   Il libro è la storia che Yossif, pastore immigrato in Italia per lavorare sulle montagne dell'Abruzzo, racconta a sua figlia Taoramin: "Un tempo tutti gli animali andavano a piedi...". Le davvero magnifiche illustrazioni di Eva Sànchez Gòmez, accompagnano il testo essenziale e suggestivo di Franco Lorenzoni (già autore del bel libro I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica edito da Sellerio), raccontando di Yussif e del suo attraversamento del deserto, la fuga in un camion a dorso di un gruppo di asini, il suo lavoro di pastore una volta arrivato in Italia, tra le percore e i montoni, in mezzo a una natura in cui la misura del tempo è quella del passo dell'uomo e degli animali al pascolo, liberi e non stipati in gabbie, camion o prigionieri di altri animali: "Ci mettevano il tempo che la luna si ingrassa, diventa piena, e poi dimagrisce, come dimagriscono le pecore quando l'erba è finita". Un racconto che affonda le sue radici in un tempo passato in cui uomini e animali convivevano pacificamente.   Franco Lorenzoni è un maestro elementare che insegna a Giove, in Umbria. Nel 1980 ho fondato insieme ad altri la Casa-laboratorio di Cenci, ad Amelia, un centro di sperimentazione educativa. I bambini pensano grande. Cronaca di una avventura pedagogica (Sellerio 2014) e Orfeo. La ninfa siringa e le percussioni pazze dei coribanti (Rrose Selavy 2017) due tra le sue più recenti pubblicazioni.  Eva Sánchez Gómez, si è formata all’Accademia di Belle Arti di Barcellona, dove acquisisce grande competenza per diverse tecniche, dall’acquerello alla matita, e per il disegno dal vero. Di recente ha illustrato "L’attente" pubblicato in Francia (L’âne Baté 2015) e "Dimenticare Berni" (Edizioni Corsare 2016).    Per gentile concessione dell'editore Orecchio Acerbo pubblichiamo alcune delle bellissime illustrazioni del libro Quando gli animali andavano a piedi.   Per vedere le immagini clicca QUI o sulla copertina  
   
© ALLROUNDER