Libri di testo 2018-2019  

   

   

   

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Il portale sulla letteratura di Rai Cultura

Il portale di Rai Cultura dedicato a libri e cultura. Video, interviste, approfondimenti, inediti d'autore
Il portale sulla letteratura di Rai Cultura
  1. Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle alpi
    Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle alpi è un bell'albo dedicato al ritorno dei lupi sulle alpi italiane, scritto da Giuseppe Festa, disegnato da Mariachiara Di Giorgio e pubblicato da Editoriale Scienza.   Il volume nasce da un’idea del Museo delle Scienze (MUSE) di Trento ed è stato realizzato grazie al progetto europeo Life Wolfalps. Un libro per bambini sui lupi, per conoscere e imparare a rispettare questi animali tanto importanti per la salvaguardia dell’ecosistema alpino.   La narrazione di Giuseppe Festa, arricchita dalle illustrazioni di Mariachiara Di Giorgio e dagli approfondimenti di un’esperta “lupologa” del progetto Life Wolfalps, accompagna i bambini alla scoperta dei lupi, animali ingiustamente temuti e troppo spesso perseguitati. Da chi è composto il branco e com’è organizzato? Perché i lupi ululano? Come cacciano? Il racconto della vita di Lupinella nei boschi alpini è spunto per raccontare un mondo sconosciuto e meraviglioso di cui si sa pochissimo, per imparare a rispettare sia l'ambiente che l'identità dei lupi italiani, che sono tornati a ripopolare, finalmente, le nostre montagne.   Il libro comprende: giochi e attività da fare nella natura, per conoscerla ed esplorala con la famiglia, i compagni di classe o gli amici; schede di approfondimento sul ritorno del lupo sulle Alpi e sul progetto europeo Life Wolfalps (cofinanziato dall’Unione europea, ha come obiettivo la conservazione e la gestione della popolazione alpina di lupo); poster con le illustrazioni del libro.   Giuseppe Festa è laureato in Scienze Naturali e si occupa di educazione ambientale. Appassionato musicista, è cantante e autore del gruppo Lingalad. Protagonista del premiato film documentario Oltre la Frontiera, è autore di diversi reportage sulla natura trasmessi dalla Rai. Ha pubblicato Il passaggio dell’orso (2013), L’ombra del gattopardo (2014) e La luna è dei lupi (2016), tutti editi da Salani e tradotti in diverse lingue.   Mariachiara Di Giorgio nasce a Roma nel 1983, dove studia illustrazione all’Istituto europeo di design (Ied).  Durante la scuola inizia a lavorare come fumettista per conto della Fao, come storyboard artist e concept designer per film e pubblicità. Comincia il suo percorso legato all’editoria per l’infanzia nel 2012 con Editori Internazionali Riuniti; in seguito pubblica con Laterza, DeAgostini, Else Edizioni, Mondadori, Topipittori ed Einaudi. I suoi libri sono stati tradotti in Spagna, Cina, Francia, Corea e Stati Uniti. Con Professione coccodrillo (Topipittori) ha vinto il Premio Andersen 2018 per il miglior libro senza parole.   Per gentile concessione dell'editore Editoriale Scienza pubblichiamo alcune delle illustrazioni del libro Lupinella. La vita di una lupa nei boschi delle alpi.   Per vedere la gallery immagini clicca QUI o sulla copertina      
  2. Baker: silent book su pane (amore) e fantasia
    Baker - Il viaggio del fornaio, è un meraviglioso silent book del disegnatore Chen Wen-Sheng, vincitore nel 2016 del Taiwan Golden Comic Award come miglior artista esordiente, pubblicato in Italia da Tunué.   Questo libro privo di testo, che dunque si affida - e a buon diritto - interamente alle suggestioni delle immagini, racconta la storia di un giovane fornaio che viaggia nei cieli a bordo di un colossale mostro volante: il suo pesce rosso. Ogni volta che il giovane offre uno dei suoi fumanti panini all’animale questo si trasforma in un leviatano capace di trasportarlo ovunque desideri. Un viaggio tra ricordi d’infanzia, le giornate passate a sognare viaggi con un aeroplanino di legno, tra foreste lussureggianti e discese in oceani pieni di vita: Baker è immaginazione dipinta, fresca come la fantasia di un bambino, un libro capace di catturare lo sguardo del lettore fino all’ultima pagina. Un libro dove “guardare” e “leggere” diventano un’unica cosa.   Chen Wen-Sheng lavora come animatore digitale da più di dieci anni, ha da poco iniziato a dedicare tutto il suo tempo alla realizzazione dei propri graphic novel. La sua produzione è profondamente legata a Star Wars e ai racconti di science fiction, che hanno ispirato i suoi lavori più immaginifici. Con Light Station, un viaggio immaginario su una ferrovia, è stato finalista al Neiwan Railway of Dreams Animation and Comic Art Contest, mentre con Baker ha vinto il Golden Comic Award come Best new artist nel 2016.   Per gentile concessione dell'editore Tunué pubblichiamo alcune delle splendide illustrazioni dell'albo.   Per vedere la gallery immagini clicca QUI o sulla copertina      
  3. Riapre la storica libreria Centofiori di Milano
    Il 27 settembre riapre i battenti la storica Libreria Centofiori di Piazzale Dateo a Milano, nata nel 1975 e diventata nel tempo una delle librerie più note di Milano, ma anche un punto di riferimento per tutta l’editoria italiana. La sua chiusura aveva privato la città di un importante presidio culturale. Restituire alla comunità un luogo di valore gestito da professionalità forti e preparate è la sfida che hanno raccolto i nuovi soci:   Vogliamo offrire alla città una libreria “artigianale”, fatta dai libri, dalla nostra competenza e da una grande passione. Come soci condividiamo un progetto di libreria indipendente e una visione comune di questa professione, che si sposa perfettamente con quello che ha caratterizzato negli anni il percorso della Centofiori.   Hanno rilevato la gestione della Libreria Centofiori Vittorio Graziani, ex responsabile della libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte, Ada Carpi e Andrea Palombi, titolari della Casa editrice Nutrimenti, Fabio Masi, libraio de L’Ultima Spiaggia di Ventotene e Camogli e de L’Amico Ritrovato di Genova, Marco e Guido Garavoglia di Milano.   La libreria sarà diretta da Vittorio Graziani affiancato da Veronica Casati, libraia in Piazzale Dateo già nella precedente gestione. La Centofiori rinasce mantenendo i punti di forza che nel tempo l’hanno resa una libreria di quartiere dal respiro e dall’animo cittadino, quindi senza perdere quello che è l’unico e solo riferimento: la sua comunità.   La libreria, nei suoi 100mq, ha subito una profonda ristrutturazione ed è ora divisa idealmente in tre sale: narrativa, saggistica e letteratura per l’infanzia. Perché i bambini possano scoprire il piacere di leggere ci sarà una sala interamente dedicata e studiata per interagire con i libri in completa libertà.   L'appuntamento per l'inaugurazione della nuova libreria Centofiori è giovedì 27 settembre alle 18:30 in Piazzale Dateo.  
  4. Addio a Guido Ceronetti
      Si è spento oggi a 91 anni a Cetona, in Toscana, dove risiedeva da molti anni il poeta e scrittore torinese Guido Ceronetti, ne dà l'annuncio la casa editrice Adelphi con cui recentemente aveva pubblicato una raccolta di aforismi e pensieri, Messia, e una scelta dalle sue traduzioni delle odi di Ovidio, Odi.    Ceronetti, che era nato a Torino il 24 agosto del 1927, è stato scrittore, poeta, drammaturgo e traduttore di classici latini (tra cui Catullo e Orazio) e dall'ebraico, tra le sue passioni lo scrittore francese Louis-Ferdinand Céline e la tradizione del teatro di marionette, che realizzava personalmente. Nel 1970 con la moglie, Erica Tedeschi, aveva fondato il Teatro dei Sensibili, un'esperienza fondamentale alle cui rappresentazioni assistettero figure di spicco della cultura italiana tra cui Eugenio Montale, Guido Piovene, Natalia Ginzburg e Federico Fellini, ma anche il regista surrealista Luis Buñuel. Tra le numerosissime e variegate attività culturali di Ceronetti  la collaborazione nel 1974 con Radio 2 Rai, per cui ha realizzato le sue celebri "Interviste impossibili" a personaggi storici. Dal 2009 usufruiva della Legge Bacchelli.   Tra i suoi libri: Difesa della luna (1971); La carta è stanca (1976); La Musa ulcerosa (1978); Il silenzio del corpo (1979); Un viaggio in Italia (1983); Albergo Italia (1985); Pensieri del tè (1987); L'occhiale malinconico (1988); La pazienza dell'arrostito (1990); D. D. Deliri Disarmati (1993); Piccolo inferno torinese (2003); Insetti senza frontiere (2009); In un amore felice. Romanzo in lingua italiana (2011); Sono fragile sparo poesia (2012); L'occhio del barbagianni (2014); Tragico tascabile (2015); Per le strade della vergine (2016); Messia (2017); Regie immaginarie (2018).   Più è forte la consapevolezza di aver sbagliato tutto nella propria vita, più l'anima ne riceve cura di consolazione. Fa bene anche pensare che la vita di tutti non è che una successione di errori e che la storia del mondo non è che apparenza e follia. Fa bene pensare che tutto poteva andare diversamente e che c'è un oscuro peccato d'origine, che la rivoluzione industriale è stata un crimine e che il dominio attuale della tecnica è la perdita di ogni autenticità e sostanza umana, una sottomissione a un potere mostruoso. Fa bene e illumina, fa vivere e morire un po' meglio - Guido Ceronetti, Insetti senza frontiere (2009)    
  5. La passione per la punteggiatura nel saggio di Leonardo G. Luccone
    Questione di virgole. Punteggiare rapido e accorto (titolo con chiaro riferimento a "Meriggiare pallido e assorto" di Eugenio Montale), è il nuovo saggio di Leonardo G. Luccone pubblicato da Editori Laterza e dedicato al meraviglioso mondo della punteggiatura.
  6. Antonio Forcellino, Il secolo dei giganti, Il cavallo di bronzo
    Nel primo volume della trilogia di Antonio Forcellino, Il secolo dei giganti, intitolata Il cavallo di bronzo (HarperCollins), si raccontano infanzia e giovinezza di Leonardo da Vinci, ma si raccontano anche gli intrighi politici e amorosi che agitano in quel periodo Firenze, Milano, Roma e varie altre città italiane. Il libro è scandito da capitoli corrispondenti ai papi che si susseguono dal 1447 al 1503: anni decisivi per la storia dell'arte italiana, grazie al diffuso mecenatismo dei potenti e a un'incredibile fioritura di talenti (Leonardo muove i primi passi nella bottega del Verrocchio, accanto a un invidioso Botticelli; Michelangelo si afferma come scultore e il Perugino come pittore; papa Sisto IV dà il via agli affreschi della Cappella Sistina; appare sulla scena Raffaello). L'infanzia di Leonardo con i nonni e lo zio nel piccolo paese di Vinci è serena: nonostante la sparizione della madre (stuprata giovanissima e mai più riapparsa nella vita del figlio) e la freddezza del padre notaio, il ragazzo è circondato da affetto e coltiva i suoi straordinari talenti (per il disegno, per l'osservazione della natura, per lo studio). Forcellino descrive l'iniziazione amorosa di Leonardo da parte del coetaneo Paolo e poi i suoi bagordi fiorentini; l'amicizia con Lorenzo il Magnifico e sua moglie Clarice; il rapporto più difficile con Ludovico il Moro a Milano (ma l'amante di questo, Cecilia, è legatissima a lui); il lavoro di ritrattista, organizzatore di feste e scultore. Nella nota finale, Antonio Forcellino che è studioso rinascimentale e restauratore scrive: "ho voluto rimettere insieme in una grande storia romanzata tutto ciò che mi aveva emozionato, raccontando per primo a me stesso gli avvenimenti che in genere si studiano in maniera troppo settorializzata". Nell'intervista abbiamo parlato del passaggio da studioso a narratore, dei temi e della struttura del libro e dei cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci che ricorrono nel 2019 e vedono Antonio Forcellino nel comitato per le celebrazioni istituito dal Ministero dei Beni Culturali. Antonio Forcellino è nato a Vietri sul Mare il 5 dicembre 1955. Architetto, scrittore e restauratore, si occupa soprattutto di arte rinascimentale. Tra le opere che ha restaurato: il Mosè di Michelangelo, l'Arco di Traiano di Benevento, le facciate del Duomo di Siena e del Duomo di Orvieto.
  7. Scarabocchi Festival - Novara 20/23 settembre
    Dal 20 al 23 settembre si svolge a Novara la prima edizione di SCARABOCCHI, festival a cura dell'associazione Doppiozero in collaborazione con il Circolo dei Lettori di Torino: quattro giorni di seminari, workshop, lezioni, laboratori per le scuole, educatori, insegnanti, alunni, i bambini, gli adulti e le famiglie.
  8. György Dragomán, Fiamme
    La protagonista del romanzo di György Dragomán, Fiamme, (tradotto da Andrea Rényi per Einaudi), Emma, ha tredici anni e, dopo essere rimasta orfana di entrambi i genitori, scopre di avere una nonna di cui ignorava l'esistenza. La nonna va a prenderla nell'istituto in cui si trova e il libro racconta il rapporto tra la vecchia e la ragazzina, mentre sullo sfondo si proiettano le ombre inquietanti della Storia. Siamo in un paese imprecisato della galassia ex sovietica, un tiranno è caduto, le cose stanno cambiando, ma ci sono orribili strascichi di calunnie, sospetti, c'è una scia di dolore che non riesce a placarsi. Dragomán lascia insoluti molti misteri (perché la madre di Emma aveva tagliato i ponti con i suoi; perché il nonno si è impiccato; quali sono i poteri della nonna, che in molti chiamano strega; come sono morti davvero i genitori) e concentra la sua attenzione sulla vita quotidiana di Emma, sul suo corpo che cambia, sulle sue emozioni, sui suoi rapporti con gli altri e in particolare con la donna che l’aiuta a ricostruire il passato. È la storia di una difficile rinascita, del tentativo di fare i conti con la propria storia e di andare avanti nonostante tutto. A Festivaletteratura a Mantova abbiamo incontrato György Dragomán e abbiamo parlato con lui della sua scelta di raccontare la storia così come la percepisce la protagonista. György Dragomán è nato in Romania nel 1973, da una famiglia di etnia ungherese. A quindici anni si è trasferito in Ungheria dove tuttora vive. Per Einaudi ha pubblicato Il re bianco (2009) e Fiamme (2017).
  9. Pordenonelegge - 19/23 settembre
    Torna dal 19 al 23 settembre per la sua 19^ edizione il festival letterario PORDENONELEGGE: oltre 600 protagonisti, centinaia di incontri, dialoghi, lezioni magistrali, eventi scenici e più di 60 anteprime in una quarantina di location del centro storico cittadino, a cura di Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet.   Come sempre Pordenonelegge cercherà di raccontare, con il filtro della letteratura, il mondo che ci è vicino, sentire le sue voci, orientare in una realtà a volte sfuggente se non incomprensibile, con l’idea di fondo che i libri siano il luogo dove il sapere si stratifica e si intreccia. Pordenonelegge diventa il luogo un confronto ampio, vario e senza pregiudiziali: dalla saggistica, all’economia, al linguaggio pop, alle contaminazioni fra musica teatro e letteratura. Un’ultima avvertenza: così come il mondo non si riduce a un unico pensiero, anche il festival avrà diversi percorsi possibili, linee che possono incrociarsi oppure non incontrarsi mai; e quindi i lettori che affolleranno le strade di Pordenone, dovranno cercare nella ricca offerta del programma quel particolare viaggio di dialoghi, incontri e discorsi che formerà l’unico itinerario della propria immaginazione: la “loro” Pordenonelegge.   Moltissimi i grandi nomi della narrativa straniera ospiti della manifestazione: Jeffrey Deaver di cui uscirà il 4 settembre il nuovo giallo, “Il taglio di Dio” (Rizzoli); Arturo Perez Reverte, il maestro del romanzo storico; e ancora Ala Al-Aswani, Lisa Halliday, Robert Harris, John Banville, e moltissimi altri.   Tra gli ospiti italiani ci saranno Antonio Scurati, Marco Malvaldi, Valerio Massimo Manfredi, Aldo Cazzullo, Andrea Vitali, Carlo Bonini, Gianni Barbacetto, Michela Murgia, Carlo Lucarelli, Lilli Gruber, Tiziano Scarpa, Filippo La Mantia e Chiara Maci, Giordano, Ernico Brizzi, Daria Bignardi, Antonia Arslan, Mauro Corona, Francesco Targhetta, Maurizio De Giovanni, Luca Crovi, Fulvio Ervas, Tullio Avoledo e i giornalisti Marco Damilano, Alberto Matano, Tiziana Ferrario, Paolo Mieli, Mario Giordano, Luca Mastrantonio.   Ampio spazio anche alla saggistica e ai rapporti tra letteratura e lingua italiana, con il progetto dedicato all'Arcipelago Treccani. Nonché alla poesia, grazie al progetto su Le parole del ’68 i poeti si confrontano infatti con parole chiave di 50 anni fa: Gioventù, con Alba Donati; Rivoluzione, con Guido Mazzoni; Immaginazione, con Laura Pugno; Divieto, con Valerio Magrelli; Desiderio, con Davide Rondoni; Realtà, con Maria Grazia Calandrone.      Per tutte le info e il programma completo vai al sito www.pordenonelegge.it  
  10. Richard Flanagan, Prima persona
    Kif, l’io narrante di Prima persona, il romanzo di Richard Flanagan pubblicato da Bompiani nella traduzione di Alessandro Mari, è un giovane originario della Tasmania, che si dibatte tra il sogno di diventare uno scrittore e grandi difficoltà economiche. Ha uno scapestrato amico di una vita, Ray, che fa da guardiaspalle a un famoso truffatore sul punto di venir arrestato; questo lo propone come ghost writer al suo capo Ziggy Heidl. C'è già un editore che punta al best seller, deve solo riuscire a sopportare il tipo. Heidl, dotato di “una molesta fisicità”, manifesta “il bisogno quasi viscerale di possedere tutti quelli che incontra”: cerca di insinuarsi nella vita del suo biografo, dimostra di sapere molto su sua moglie Suzy, su sua figlia, e persino sui gemelli in arrivo, e della sua di vita non ha alcuna voglia di parlare, si limita a seminare indizi contraddittori. Il romanzo è la storia dello scontro tra questi due uomini, tra quello che cerca disperatamente di mettere insieme una storia e quello che si diverte a depistare e anche a spaventare il suo riluttante interlocutore. Non mancano episodi truculenti come l’interminabile parto gemellare di Suzy, nel corso del quale al protagonista sembra di sentire la presenza malefica di Heidl, o la scena del suicidio di questo. Prima persona s’interroga sulle motivazioni dello scrittore, sul suo rapporto falsato con la realtà, sull’egoismo che lo separa dagli altri e sulla fascinazione che la depravazione esercita su di lui. Parla anche della Tasmania, “isola maligna che ci divorava tutti”, patria dell’autore, oltre che del suo personaggio. Alla fine l’aspirante scrittore, assorbe la lezione di vita del malfattore di cui si è occupato, rinuncia alla letteratura e ai suoi disvelamenti e si dà alla carriera di autore televisivo. Molto attuale. Richard Flanagan ha partecipato a Festivaletteratura a Mantova. In questa occasione l'abbiamo intervistato su Prima persona. Si ringrazie per la traduzione Sarah Cuminetti.  Richard Flanagan è nato a Longford, in Tasmania, nel 1961. Il suo primo romanzo di successo è Morte di una guida fluviale (1994), il cui protagonista, Aljaz Cosini, nell'attimo del suo annegamento rivive la propria storia e quella dei suoi antenati. Seguono Il suono della neve che cade e La vita sommersa di Gould, basato sulla storia d'amore tra l'artista William Buelow Gould e una giovane donna di colore. Nel 2003 Il libro ottiene il Commonwealth Writers' Prize. La donna sbagliata dà voce alle ansie dell'Occidente post 11 settembre, mentre Solo per desiderio verte sulle storie parallele dello scrittore Charles Dickens e dell'aborigena Mathinna. Con La strada stretta verso il profondo Nord, ambientato durante la seconda guerra mondiale presso i campi di prigionia giapponesi e la Burma Railway, vince il Man Booker Prize 2014.
  11. Yan Lianke, I quattro libri
    Pubblicato la prima volta nel 2009 a Taiwan, I quattro libri di Yan Lianke, uscito da Nottetempo nella traduzione di Lucia Regola, si svolge nei primi anni sessanta in un campo di rieducazione maoista. Un gruppo di intellettuali è costretto a occuparsi prima della coltivazione di granturco in un terreno arido lungo le sponde del Fiume Giallo, poi a incrementare la produzione di acciaio. Il capo si chiama il Bambino e di un infante ha i capricci e le manie. Tra i vari personaggi spicca lo Scrittore che, attirato dal miraggio del ritorno a casa, acconsente a scrivere una Cronaca dei criminali, che è il resoconto della sua attività di spionaggio ai danni dei compagni di sventura. Yanke descrive i meccanismi che s’instaurano tra prigionieri denutriti e disperati: la delazione (che ha gioco facile, tutto è proibito compreso i rapporti amorosi), la follia (si arriva a innaffiare le piante con il proprio sangue pur di ottenere i folli obiettivi fissati da Bambino), il cannibalismo. Non manca il rogo dei libri. Un libro potente e visionario che stigmatizza la rinuncia al pensiero critico e la spaventosa deriva a cui può portare l’antintellettualismo. A Festivaletteratura abbiamo incontrato Yan Lianke e Gianluca Falso ci ha tradotto le sue parole. Yan Lianke nasce nel 1958 nella provincia contadina dell’Henan in Cina nel 1958. A vent’anni sceglie la carriera militare e si occupa di redigere i testi della propaganda comunista. Laureatosi nel 1985, torna poco dopo alla vita civile, e comincia la sua carriera di scrittore, premiata con i due più prestigiosi premi letterari cinesi.
  12. Inaam Kachachi, Dispersi
    Si apre con un’anziana signora irachena in sedia a rotelle, accolta all’Eliseo da Sarkozy e dal papa, il bel romanzo di Inaan Kachachi, Dispersi, tradotto da Elisabetta Bartuli per Francesco Brioschi. Il tassista che la preleva da un condominio di immigrati non sa che si tratta di Wardiya Iskandar, una ginecologa ottantenne che si è impegnata strenuamente nel proprio lavoro, e ora ha lo statuto di rifugiata e attende il visto per raggiungere la figlia maggiore in Canada. Il libro ricostruisce la storia di Wardiya, dagli studi in medicina decisi dai suoi genitori (era brava a scuola, inizialmente voleva fare la maestra come le sorelle), al primo incarico nella sperduta Diwaniya, dove crea dal nulla il reparto di ginecologia e si guadagna la fiducia delle donne, al matrimonio con un amatissimo medico, alla nascita dei tre figli, alla morte del marito e al trasferimento a Baghdad. L’imbarbarimento dell’Iraq costringe i figli a partire: Hinda, la maggiore, anche lei dottoressa, va a Toronto con la famiglia e si accontenta di un faticoso lavoro in una riserva indiana pur di tornare a esercitare la medicina; Barraq, ingegnere, è a Haiti in missione; Yasmine accetta un matrimonio combinato a Dubai pur di lasciare il paese. Raccontato in terza e in prima persona (dalla nipote che aiuta Wardiya a Parigi e che vede con piacere il legame che s’instaura tra la donna e suo figlio adolescente), Dispersi getta una luce sulla vita di persone costrette a reinventarsi la vita a causa della guerra con una scrittura limpida e appassionante. Abbiamo incontrato Inaam Kachachi a Festivaletteratura di Mantova. Traduzione consecutiva di Sandra Bertolini. Inaam Kachachi è nata a Baghdad nel 1952. Laureata in giornalismo, ha lavorato sin da giovane per la stampa e la radio irachene. Nel 1979 si è trasferita a Parigi e ha fatto un dottorato in Storia del giornalismo collaborando come corrispondente per diverse testate arabe. Nel 2004 ha realizzato un documentario su Naziha al-Dulaimi, dottoressa irachena e prima donna a diventare ministra in un paese arabo. In Italia ha pubblicato Parole di donne irachene (2003) e I cuori sono ruscelli che scorrono (2005). Le tragedie dell'Iraq tornano nel romanzo La nipote americana (2008) tradotto in inglese e francese ed entrato nella short list dell'International Prize for Arabic Fiction del 2009. Nel 2013 Kachachi ha pubblicato il suo terzo romanzo, Tashari; nel 2018 è in uscita in Italia Dispersi.
  13. Jón Kalman Stefánsson, Storia di Asta
    Al centro di Storia di Ásta, il nuovo romanzo di Jón Kalman Stefánsson, pubblicato da Iperborea nella traduzione di Silvia Cosimini, c’è una donna che è stata abbandonata dalla madre a sette mesi e allevata da una balia affettuosa. Per raccontare di Ásta, della sua tragica passione per Joseph conosciuto da ragazza in una fattoria sperduta, della sua gravidanza precoce, della solitudine che la spinge verso uomini che non la interessano, dei suoi studi, del confronto con la madre assente, Stefánsson sceglie diversi piani di narrazione: c’è il padre della protagonista che cade da una scala e nei lunghi istanti prima di morire rivede i momenti felici e meno felici della sua vita, ci sono le lettere che la donna scrive al suo amore perduto, e c’è lo stesso autore che si mette in scena, andando a vivere vicino ad un faro per concentrarsi e restando vittima delle attenzioni del vicino, deciso a sfruttare a scopi turistici questa opportunità (“non è affatto male avere uno scrittore, molto meglio di una vasca idromassaggio e di una pioggia di stelle cadenti! Potrò far pagare almeno il dieci per cento in più grazie alla tua presenza”). Descrive e divaga Stefánsson, parla del mondo che mal governato si sbilancia nella direzione sbagliata, delle cose per cui vale la pena di vivere, il sesso, l’amore, la tenerezza, le notti estive (“Chi non è mai uscito in una notte d’agosto di luna piena, quando le montagne non hanno più niente di terreno, il mare si è trasformato in uno specchio d’argento e le zolle d’erba in cani addormentati – non ha mai vissuto davvero, e bisogna porvi rimedio”). In occasione di Festivaletteratura a Mantova abbiamo parlato con Jón Kalman Stefánsson di questo libro, dei suoi personaggi, dell'Islanda e della sua natura.     Jón Kalman Stefánsson è nato a Reykjavík nel 1963. Ex professore e bibliotecario, è passato alla narrativa dopo tre raccolte poetiche. Luce d’estate ed è subito notte ha ricevuto nel 2005 il Premio Islandese per la Letteratura. Paradiso e inferno, primo volume della sua trilogia, è stato definito il miglior romanzo islandese degli ultimi anni.
  14. Raina Telgemeier, In scena
    In scena, la graphic novel di Raina Telgemeier pubblicata in italiano dal Castoro nella traduzione di Laura Bortoluzzi, racconta la preparazione di un musical in una scuola media. La protagonista, Callie, si occupa della scenografia; ama il teatro ma riconosce di non aver talento per il canto. Callie, che è attratta dal suo amico Greg in crisi con la fidanzata Bonnie, conosce i gemelli Justin e Jesse, il primo aspirante attore, il secondo troppo timido per salire sul palco. Nel corso della storia emergeranno le vere inclinazioni di questi adolescenti, ancora molto confusi riguardo alle proprie aspirazioni.   Raina Telgemeier è nata il 26 maggio 1977 a San Francisco. Ha studiato illustrazione alla New York's School of Visual Arts (SVA). Vive a San Francisco. La sua graphic novel autobiografica Smile ha vinto l’Eisner Award 2011 “Miglior pubblicazione per adolescenti“; Sisters (Eisner Award “Miglior Autrice”), domina da tempo le classifiche dei bestseller negli Stati Uniti. Ha riadattato a fumetti e illustrato quattro volumi di Baby-Sitter Club di Ann A. Martin. Il suo sito&blog: http://goraina.com/
  15. Lita Judge, Mary e il mostro
    Mary Shelley nasce a Londra nel 1797; suo padre è il filosofo e politico William Godwin, sua madre (morta poco dopo averla partorita), la teorica dei diritti delle donne Mary Wollstonecraft. Lita Judge dedica a Mary Shelley un’appassionata biografia scritta in versi liberi sullo sfondo di concitati acquerelli: Mary e il mostro, Amore e ribellione. Come Mary Shelley creò Frankenstein, pubblicata dal Castoro nella traduzione di Rossella Bernascone. Nel libro si raccontano i contrasti di Mary con il padre, che dopo averla educata secondo i suoi principi anarchici, non la appoggia nei confronti della matrigna e non le dà sostegno quando rimane incinta a sedici anni del poeta Percy Bysshe Shelley, che ha già una moglie e un figlio. Si raccontano anche il grande amore tra Mary e Percy, le loro peripezie tra Inghilterra, Francia e Italia, i tre figli morti e l’unico sopravvissuto, i rapporti tormentati con le sorellastre Fanny e Claire, l’amicizia con l’instabile Lord Byron, fino ad arrivare alla creazione del romanzo Frankenstein, inizialmente pubblicato anonimo e ancora molto letto e apprezzato a duecento anni dalla pubblicazione. Abbiamo incontrato Lita Judge a Festivaletteratura di Mantova. Su Rai Letteratura si trova anche la photogallery dedicata a Mary e il mostro.  Lita Judge, nata in Alaska, è autrice e illustratrice di oltre venti libri, tra narrativa e non fiction. Prima di dedicarsi ai libri, era una geologa. Vive negli Stati Uniti.
  16. Kateřina Tučková,L`eredità delle dee
    Il prologo dell'Eredità delle dee, il romanzo della scrittrice praghese Kateřina Tučková, tradotto in italiano da Laura Angeloni per Keller, si svolge nel 1966. Dora ha otto anni, suo fratello disabile quattro, quando trovano il cadavere della madre; ad ucciderla con l’accetta è stato il padre ubriaco. Da quel momento a prendersi cura dei due bambini è la zia Surmena, una donna a cui ricorrono in molti per le doti di guaritrice. Sottratta qualche anno dopo alla zia dalle forze dell’ordine, Dora viene mandata in collegio, mentre il fratello in un istituto per malati mentali. La zia morirà nel 1979 nell’ospedale dove è stata rinchiusa, dopo aver subito numerosi elettroshock e, nonostante ciò, aver conquistato l’ammirazione di pazienti e infermieri. Una volta maggiorenne, Dora decide di scoprire la storia della zia e delle altre “dee” di Žítková, sulle montagne dei Carpazi: studia etnologia e fa una tesi su di loro, poi parte per una lunga ricerca presso tutte le persone che le hanno conosciute. Scopre così una storia di magia bianca e magia nera che risale al Seicento, quanto le dee venivano torturate e uccise. Mentre Surmena ha sempre cercato di aiutare la gente con rimedi naturali contro la sterilità e varie malattie, altre dee si sono specializzate in maledizioni e malocchi. Attraverso gli archivi della polizia segreta che vengono aperti al pubblico, Dora ricostruisce non solo i vari tasselli della propria vicenda familiare, ma anche l’interesse del nazismo per l’occultismo, le attività di delazione contro le guaritrici avvenute sotto il comunismo. La narrazione è intervallata da stralci di rapporti di funzionari nazisti, articoli di giornale, brani storici e lettere. Dora, che si divide tra la sua appassionata ricerca, la cura del fratello, un clandestino amore omossessuale, è una donna di oggi che si confronta con i fantasmi di un passato capace di gettare su di lei pesanti ombre. Un libro complesso e affascinante, che cala il lettore in personaggi e atmosfere fuori dall’ordinario. Abbiamo incontrato l'autrice a Festivaletteratura a Mantova. Kateřina Tučková è nata nel 1980. Si è laureata in Storia dell’Arte e Boemistica all’università FF MU di Brno e ha conseguito un dottorato in Storia dell’Arte presso l’università Karlová di Praga. Scrittrice, giornalista, curatrice di mostre e autrice di opere teatrali, ha scritto Vyhnání Gerty Schnirch (L’espulsione di Gerta Schnirch) nel 2009, vincendo il premio Magnesia Litera 2010.
  17. Matt Haig, Come fermare il tempo
    In Come fermare il tempo (tradotto da Silvia Castoldi per e/o), Matt Haig mescola più generi letterari: viaggio nel tempo, spy story, love story, romanzo storico, libro educativo sul valore della memoria, persino seduta di psicoterapia come dichiara nella postfazione. Il protagonista e io narrante, Tom, è nato il 3 marzo 1581, ed è affetto da una disfunzione che si chiama anageria. Quindici anni dei comuni mortali equivalgono per lui a uno; al momento ha l’aspetto di un quarantenne e dopo innumerevoli mestieri ha scelto di fare il professore di storia in un liceo londinese. Pur essendo immune dalla maggior parte delle malattie e destinato a una morte tranquilla intorno ai novecento anni, Tom è molto inquieto: gli pesa dover sottostare ai voleri del terribile Hendrich che ha fondato la Società degli Albatross per difendere a ogni costo le persone che si trovano nelle loro condizioni; lo tormenta il ricordo dell’amata moglie Rose, morta di peste; lo angustia il destino della figlia Marion, che ha la sua stessa natura e non si sa dove sia finita. Haig fa incontrare al suo personaggio William Shakespeare, Francis Scott Fiztgerald e Charlie Chaplin; fa morire sua madre annegata con l’accusa di stregoneria; lo fa innamorare di nuovo della collega di francese; gli fa rincontrare la figlia in Australia, chiarendo, con una scena che incrocia Dickens ai film di 007, l’equivoco che li aveva separati. Una storia che ci dimostra che siamo tutti profughi, che tramandare gli eventi storici è fondamentale e che solo l’amore ha il potere di fermare il tempo.   Matt Haig è nato a Sheffield, Inghilterra nel 1975. In Italia ha pubblicato: Il club dei padri estinti , Il patto dei Labrador, La famiglia Radley, Gli umani , Ragioni per continuare a vivere, Essere un gatto. È anche autore di narrativa per l'infanzia.
  18. Carlo Lucarelli, Peccato mortale
    Prima un corpo senza testa, poi una testa senza corpo: due delitti diversi ma collegati tra loro sono al centro del nuovo romanzo di Carlo Lucarelli dedicato al commissario De Luca. Peccato mortale, in uscita da Einaudi, si svolge tra il luglio e il settembre del 1943, mentre il poliziotto indaga succede di tutto: la caduta del fascismo, l’occupazione tedesca, l’armistizio... A un certo punto del romanzo la Poetessa, madre di Lorenza, fidanzata del commissario, dice: “C’è la guerra, ci sono le bombe, i morti al fronte, i morti in casa, morti dappertutto, due in o due in meno, che differenza fa?”. Per il De Luca lucarelliano il problema di “dare la caccia agli assassini in un mondo di assassini” non si pone, lui difende la legge come l’ha sempre difesa (anche quando al governo c’era un dittatore). Partito da un episodio di borsa nera, De Luca scopre la trama criminosa di nobili decaduti ed ex politici che approfittano della debolezza di apolidi ed ex internati per impadronirsi dei loro beni e farli fuori. Come è proprio dell’autore, una storia che viene dal passato per parlare del presente e delle sue insidie. Con Carlo Lucarelli a Festivaletteratura di Mantova abbiamo parlato di questa avventura del suo commissario e degli spunti di riflessione che offre ai lettori. Carlo Lucarelli è nato a Parma nel 1960. Gli ultimi sui libri: Albergo Italia (2014), Il tempo delle iene (2015), Intrigo italiano (2017 e 2018) e Peccato mortale (2018) con protagonista, dopo molti anni, di nuovo il suo primo personaggio: il commissario De Luca, comparso già in una trilogia in origine pubblicata da Sellerio (Carta bianca del 1990; L'estate torbida del 1991 e Via delle oche del 1996). Conduce trasmissioni televisive in cui ripercorre celebri casi criminali esaminandone gli aspetti rimasti oscuri.
  19. Maurizio Maggiani, L`amore
    S’intitola L’amore, il nuovo romanzo di Maurizio Maggiani pubblicato da Feltrinelli e l’amore raccontato è quello coniugale, un amore fatto di condivisione e infinita tenerezza. Lo sposo, il protagonista, circonda la sposa di gesti e pensieri affettuosi, ma non c'è niente di sdolcinato in questo romanzo che racconta nei dettagli una notte e una giornata di una coppia affiatata. Lui è cosciente che ad amare s'impara e mentre si dedica alle sue occupazioni quotidiane riflette su chi e cosa gli abbia fornito gli insegnamenti in questo campo. Il cosa è il cinema: da ragazzo si è nutrito di film e lì ha scoperto il vocabolario amoroso. Il chi sono le ragazze che ha avuto prima di incontrare la sposa e tra un'incursione nell'orto, la cottura dello stoccafisso accomodato alla genovese (è lui a cucinare per lei), lo sposo rievoca con affettuosa ironia i momenti clou della sua scoperta dell'altro sesso. È un libro sulla bellezza dei rituali condivisi (dai pasti, alle chiacchiere, alle reciproche abitudini al momento di andare a letto), ma è anche un libro sul tempo: su quello storico (in controluce c'è una storia del '68) e su quello privato (che dolore vedere la bellezza trasformarsi nel suo contrario). Abbiamo incontrato Maurizio Maggiani a Festivaletteratura di Mantova e in questo appassionato molologo ci ha riassunto i temi e lo spirito del romanzo.   Maurizio Maggiani è nato a Castelnuovo Magra, La Spezia nel 1951. Con Feltrinelli ha pubblicato: Vi ho già tutti sognato una volta (1990), Felice alla guerra (1992), màuri màuri (1989, e poi 1996), Il coraggio del pettirosso (1995; premi Viareggio Rèpaci e Campiello 1995), La regina disadorna (1998), È stata una vertigine (2002), Il viaggiatore notturno (2005), Mi sono perso a Genova. Una guida (2007), il cd con libro Storia della meraviglia. 12 canzoni e 3 monologhi (con Gian Piero Alloisio; 2008), Meccanica celeste(2010), I figli della Repubblica. Un’invettiva (2014), Il Romanzo della Nazione (2015), La zecca e la rosa (2016), L’amore (2018) e, nella collana digitale Zoom, Zafferano (2011).
  20. Jhumpa Lahiri, Dove mi trovo
    Una donna e lo spazio che la circonda: il bar, la cartoleria, l’altarino dedicato a un morto per strada, il supermercato, il parco, la sala d’aspetto di un medico, la terrazza di un amico, la trattoria. In Dove mi trovo, suo primo romanzo scritto in italiano uscito da Guanda (dopo In altre parole in cui celebrava la sua conquista di questa lingua e Il vestito dei libri sulle copertine dei libri), Jhumpa Lahiri offre il ritratto di una solitudine che amplifica i sensi. La sua protagonista è vigilmente protesa verso il mondo circostante, così come verso la propria interiorità. Figlia unica, cresciuta con una madre meschina e un padre chiuso nel suo guscio, da adulta non si è sposata, ha avuto relazioni con i mariti delle altre; la colpiscono le dinamiche di coppia, che si tratti di persone che incrocia per strada, di amici, di persone conosciute a una cena. I luoghi che attraversa le rimandano le storie di chi li percorre: dopo aver sentito i discorsi amari delle signore che nuotano, l’acqua della piscina sa di dolore e di angoscia; la poltrona sfregiata con la penna dalla bambina di una sua amica amplifica il disagio che ha provato di fronte alla chiacchiera fastidiosa del marito di lei; in un hotel squallido trova conforto nell’incontrare ripetutamente il tranquillo vicino di stanza; una ragazza bellissima le trasmette un fuggevole senso di benessere facendole la manicure. Originalissimo nel tono e insieme ricco di echi letterari. Da Festivaletteratura di Mantova, un'intervista a Jhumpa Lahiri. Jhumpa Lahiri nasce a Londra l’11 luglio 1967 da genitori bengalesi. Cresciuta negli Stati Uniti, vive tra New York e Roma. Ha scritto L'interprete dei malanni , Marcos y Marcos 2000, con il quale ha vinto nel 2000 il Pulitzer Prize for Fiction; L'omonimo, Marcos y Marcos 2003, da cui il film; Una nuova terra, Guanda 2008; La moglie, Guanda 2013, finalista al Man Booker Prize 2013 e In altre parole , Guanda 2015.
   
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