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Libri di testo 2017-2018  

   

   

Il portale sulla letteratura di Rai Cultura

Il portale di Rai Cultura dedicato a libri e cultura. Video, interviste, approfondimenti, inediti d'autore
Il portale sulla letteratura di Rai Cultura
  1. Franco Arminio: Cedi la strada agli alberi
    La silloge del poeta "paesologo"
  2. Peppe Fiore: Dimenticare e la grandezza degli ultimi
    Intervista a Peppe Fiore sul suo nuovo romanzo
  3. Dario Voltolini e le sue palizzate pacifiche
    Alessandro Baricco a teatro con Pacific Palisades di Dario Voltolini
  4. Matteo Bussola: insegnanti sotto assedio
    “L’idea di scrivere una lettera ai genitori mi è venuta di fronte a tutti quegli episodi che si sentono di mancanza di rispetto nella scuola: i genitori sono diventati sempre più aggressivi, sempre più intolleranti nei confronti degli insegnanti e proprio noi che dovremmo essere un ponte tra i nostri figli e gli insegnanti spesso diventiamo un ostacolo”: così Matteo Bussola apre l’intervista sul suo nuovo libro Sono puri loro sogni, Lettera a noi genitori sulla scuola, pubblicato da Einaudi. Abbiamo chiesto a Bussola di commentare sette parole chiave della sua lettera: rispetto, distanza, sfiducia, prestazione, whatsapp, tradimento e curiosità.       Matteo Bussola è nato a Verona nel 1971. Disegna fumetti e scrive. Ha pubblicato Notti in bianco, baci a colazione (2016), e Sono puri i loro sogni (2017). Tiene una rubrica settimanale su Robinson, l'inserto culturale della Repubblica», dal titolo Storie alla finestra.
  5. George Saunders: dar voce ai fantasmi
    Il tema di Lincoln nel Bardo di George Saunders (traduzione di Cristina Mennella, Feltrinelli) è la morte e quello che accade subito dopo. Sono tutti morti (e non vorrebbero esserlo) i personaggi del libro riuniti nel cimitero di Oak Hill a Georgtown. Saunders dà voce ai rimpianti, ai ricordi, alle passioni di un gruppo di fantasmi riuniti intorno all’arrivo tra loro di Willie, il figlio undicenne di Abramo Lincoln. Il romanzo procede come un accumulo di testimonianze: l’autore ricostruisce la malattia del bambino che si aggrava proprio la notte di un grande ricevimento dato da suo padre, presidente degli Stati Uniti. Un medico rassicura i genitori sul fatto che Willie si riprenderà; quando il malato muore, la madre crolla e il padre continua ossessivo a visitarlo nella cripta. Il bardo nel buddismo tibetano è lo stato intermedio tra la vita e la morte: lì sosta Willie dando dei morti alle figure che lo circondano e scatenando in loro scomposte reazioni. Visionario, provocatorio, Saunders si pone l’obiettivo di immaginare l’inimmaginabile, di raccontare l’irraccontabile e il risultato è un romanzo ipnotico, da cui ci si stacca a fatica. Abbiamo incontrato George Saunders a Mantova in occasione di Festivaletteratura. George Saunders è nato il 2 dicembre 1958 ad Amarillo. Cresciuto nella periferia meridionale di Chicago, si è laureato alla Oak Forest High School a Oak Forest. Nel 1981 ha ottenuto un Bachelor of Science in ingegneria geofisica alla Colorado School of Mines a Golden in Colorado. Dal 1989 al 1996 ha lavorato in qualità di redattore tecnico e ingegnere geofisico; inoltre ha fatto parte di una squadra di esplorazione petrolifera a Sumatra. Dal 1997 Saunders insegna scrittura creativa alla Syracuse University, nell'ambito del Master of Fine Arts. La sua raccolta di saggi The braindead megaphone esce in Italia da Minimum Fax nel 2009 con il titolo Il megafono spento. Tra le sue opere tradotte in Italia: Pastoralia (2001), I tenacissimi sgrinfi di Frip (con Lane Smith, 2002), Nel paese della persuasione (2010), Dieci dicembre (2013), L'egoismo è inutile, celebre discorso agli studenti, Bengodi e altri racconti (2015).
  6. Carmine Castoro: la quotidiana spettacolarizzazione del dolore
    Il sangue e lo schermo, Lo spettacolo dei delitti da Barbara D'Urso all'Isis
  7. L`Invenzione della natura di Andrea Wulf premiato ad Acqui Terme
    “Descritto dai suoi contemporanei come l’uomo più famoso al mondo dopo Napoleone7, Humboldt fu uno dei personaggi più affascinanti e stimolanti del suo tempo. Nato nel 1769 in una ricca famiglia aristocratica prussiana, rinunciò a una esistenza privilegiata per scoprire, per suo personale interesse, come funzionava il mondo. Da giovane, dedicò cinque anni all’esplorazione dell’America Latina, rischiando molte volte la vita e tornando con una nuova percezione del mondo. Quel viaggio plasmò la sua vita e il suo pensiero e ne fece un personaggio leggendario in tutto il globo. Visse in città come Parigi e Berlino, ma si sentiva a casa anche navigando sui rami più remoti del fiume Orinoco o nella steppa kazaka al confine mongolo della Russia. Per gran parte della sua lunga vita fu il punto di riferimento della comunità scientifica, con oltre 50.000 lettere scritte e almeno il doppio ricevute. La conoscenza – sosteneva Humboldt – andava condivisa, scambiata e messa a disposizione di tutti.” Così Andrea Wulf, storica e scrittrice inglese, presenta Alexander Von Humboldt, protagonista del suo libro, L’invenzione della natura, Le avventure di Alexander Von Humoldt, L’eroe perduto della scienza, tradotto da Lapo Berti per Luiss University Press. Tradotto in 21 lingue - vincitore del Royal Society Science Book Awards 2016, libro dell’anno per New York Times, Guardian e Washington Post – il libro ha vinto il Premio Acqui Storia 2017 nella sezione "storico divulgativa". L'autrice sarà presente alla cerimonia di premiazione, che si terrà sabato 21 ottobre ad Acqui Terme. Andrea Wulf (Nuova Dehli 1972), nata in India da genitori di origine tedesca, è una storica e scrittrice inglese. Nei suoi cinque libri, tradotti in oltre venti lingue in tutto il mondo e vincitori di numerosi premi, ha indagato le origini della scienza moderna.
  8. Umberto Ambrosoli: cancellarsi dalla Rete
    Che cosa s’intende per diritto all’oblio? Quando è stato riconosciuto per la prima volta in Italia? Chi sono le persone che desiderano cancellare dal web le tracce del loro passato? Come si conciliano i diritti dell’individuo con la necessità di difendere la Storia e salvaguardare la memoria collettiva? Cosa comporta, soprattutto per le giovani generazioni, usare la Rete come principale, e in molti casi, come unica fonte d’informazione? Queste sono le domande che abbiamo posto a Umberto Ambrosoli, autore con Massimo Sideri di Diritto all’oblio, Dovere della memoria, L’etica nella società interconnessa uscito da Bompiani.     Umberto Ambrosoli è nato a Milano il 10 settembre 1971. Avvocato penalista, ha scritto Qualunque cosa succeda (2009) sulla storia del padre, Giorgio Ambrosoli, assassinato nel 1979; con Stefano Rolando, Liberi e senza paura. Cronaca di una candidatura in Lombardia (2013); Coraggio (2015); Ostinazione civile (2016).   Massimo Sideri è editorialista del “Corriere della Sera” e responsabile del “Corriere Innovazione”. Dal 2015 è direttore del Festival dell’Innovazione Galileo di Padova. Tra i suoi libri ricordiamo Banda stretta (2011, con Francesco Caio), Tecnologismi (2013), il giallo sul mondo della stampa Free Press (2010) Per Bompiani ha pubblicato La sindrome di Eustachio. Storia italiana delle scoperte dimenticate (2017).
  9. Christian Raimo: Tutti i banchi sono uguali
  10. Francesca Melandri: Sangue giusto
  11. Rovine di Gabriele Tinti: legge Alessandro Haber
    Per la sua serie di poesie ecfrastiche, Gabriele Tinti si è ispirato ad alcuni capolavori di statuaria romana presenti ai Musei Capitolini come il Fauno in marmo rosso, il Galata Capitolino, Ercole e Antinoo. La lettura delle poesie è di Alessandro Haber ed è stata ripresa dal vivo.  
  12. Piergiorgio Paterlini: la ferocia dei bambini
    Intervista allo scrittore e giornalista Piergiorgio Paterlini sul suo nuovo romanzo "Bambinate" pubblicato da Einaudi.
  13. Giorgio Biferali: Calvino scrittore per tutti
    In Italo Calvino, Lo scoiattolo della penna, uscito dalla Nuova Frontiera Junior con le illustrazioni di Giulia Rossi, Giorgio Biferali racconta la sua scoperta dei libri di Calvino, che ha significato per lui la scoperta del piacere di leggere. Una dichiarazione di amore all’autore del Barone rampante, del Sentiero di nidi di ragno, di Marcovaldo, delle Città invisibili e di altri libri capaci di incantare i lettori di ogni età. Con un linguaggio adatto agli adolescenti, Biferali ripercorre la biografia di Italo Calvino (nato a Cuba da padre sanremese e madre originaria di Sassari nel 1923, cresciuto tra scienziati e appassionato di letteratura) e insieme descrive le sue opere e le emozioni che ha provato leggendole. Un libro che aiuta a entrare nel mondo di Calvino anche attraverso una serie di citazioni, una più bella dell’altra (come questa, dal Cavaliere inesistente: “L’arte di scrivere storie sta nel saper tirar fuori da quel nulla che si è capito della vita, tutto il resto; ma finita la pagina si riprende la vita e ci s’accorge che quel che si sapeva è proprio un nulla”). Giorgio Biferali è nato a Roma nel 1988. È autore del saggio Giorgio Manganelli. Amore controfigura del nulla e con Paolo Di Paolo, A Roma con Nanni Moretti. Collabora con l’Espresso, il Messaggero e il Fatto Quotidiano.
  14. Gabriella Genisi: Lolita Lobosco è il mio Montalbano
    Settima avventura di Lolita Lobosco, promossa vicequestore e spedita nella fredda Padova: Dopo tanta nebbia di Gabriella Genisi esce come sempre da Sonzogno. Raccontati in prima persona, con una lingua molto vivace e ricca di influssi dialettali napoletani e baresi, i gialli dedicati a questa intrepida giovane donna, mescolano caso giudiziario, intrecci amorosi e incursioni culinarie. Qui Lobosco è alle prese prima con un diciottenne nero sparito da un liceo padovano, che nessuno  cerca, tranne suo nonno (ed emergerà una bruttisima storia di bullismo e razzismo), poi, al rientro a Bari (Lolita al Nord proprio non ci può stare) con l’omicidio di un’arpista dalla doppia vita, moglie devota e amante di uomini vari. Lolita risolve i misteri con la solita disinvoltura e, senza crederci troppo, avvia una nuova relazione amorosa. Gabriella Genisi è nata nel 1965 e vive tra Bari e Parigi. Ha scritto numerosi libri e ha inventato il personaggio del commissario Lolita Lobosco, già protagonista di sei romanzi pubblicati da Sonzogno: La circonferenza delle arance, Giallo ciliegia, Uva noir, Gioco pericoloso, Spaghetti all'Assassina e Mare nero.
  15. Vittorio Giacopini: liquidare Roma
    “Non è città da spegnersi con le fiamme, Roma la vacca”: partendo da questo assunto, Luciano Lunfardi, protagonista del nuovo libro di Vittorio Giacopini, Roma (Il Saggiatore), concepisce il piano di farla “liquidamente sparire” l’irredimibile capitale in cui è nato e cresciuto. Lunfardi, alter ego dell’autore, dalla sua tana sotto una chiesa ingombra di paramenti sacri e arredi da barbiere, constata il punto di non ritorno e cospira, ispirandosi al caos scatenato dagli effetti di piogge insistenti. Prima di far saltare gli argini con l’esplosivo insieme ai suoi scalcagnati complici, il Lunfa si aggira per la Roma attuale e, attraverso il ricordo, in quella degli anni degli anni settanta-ottanta: con i suoi occhi di inesausto catalogatore lo vediamo il degrado, quartiere per quartiere, strada per strada, dalle periferie al centro, un degrado urbano e soprattutto antropologico da cui nessuno si salva (e l’ambiente intellettual-mondano meno che mai).   Vittorio Giacopini è nato nel 1961 a Roma. Collabora con Il Sole 24 Ore e Rai Radio 3. Tra i suoi libri: L’arte dell’inganno (2011) e Non ho bisogno di stare tranquillo (2012). Il Saggiatore ha pubblicato Nello specchio di Cagliostro (2013) e La mappa (2015, finalista al Premio Campiello).
  16. Roma Europa Festival 2017
    Nato nel 1986, il Romaeuropa Festival – giunto alla sua XXXII Edizione – presenta al pubblico il meglio della creazione artistica contemporanea, all’insegna dell’intreccio tra culture e codici espressivi. Ogni anno Europa, Asia, America, Oceania, Africa si incontrano in una partitura fatta di danza, teatro, musica, cinema, incontri con gli artisti, arti visive e sfide tecnologiche. Partenza il 20 settembre al Teatro Argentina con Kreatur di Sasha Waltz (in replica fino al 23), chiusura il 2 dicembre. All’interno del festival 80 progetti, 60 spettacoli, mostre, installazioni, convegni, percorsi di formazione in 24 diversi luoghi di Roma dal Teatro Argentina al Teatro India, dalla Pelanda all’Auditorium Parco della Musica all’Auditorium Conciliazione. Al centro di questa edizione la domanda Where are we now? a cui si cercherà di dare risposta attraverso gli occhi degli artisti, come ha spiegato in conferenza stampa Fabrizio Grifasi, Direttore Generale e Artistico della Fondazione Romaeuropa presieduta da Monique Veaute. Tra gli spettacoli che seguirà Rai letteratura: Pacific Palisades di Alessandro Baricco, Nicola Tescari, Dario Voltolini (Macro Testaccio); Pueblo di Ascanio Celestini (Teatro Vittoria); #Antropocene di Marco Paolini  (Auditorium Parco della Musica), Roberto Herlitzka che recita il De Rerum Natura in terzine dantesche accompagnato dall’Orchestra Sinfonica Abruzzese (Teatro Vittoria).
  17. Olja Savičević: ritorno in Dalmazia
    L’io narrante di Addio, cowboy, il romanzo di Olja Savičević tradotto dal croato da Elisa Copetti per L’asino d’oro, e ambientato in una cittadina vicino Spalato, è Dada, una giovane donna, soprannominato La Rugginosa per il colore rosso dei capelli e per il suo carattere aspro. La Dalmazia in cui torna Dada è un paese che non si è ripreso dalla guerra civile, e che è cambiato solo in superficie, nella parte turistica. Dada accompagna in giro Ma e intanto indaga sulla morte dell’amato fratello Danijel che amava gli animali, le stelle e le storie western e si è buttato a diciotto anni da un cavalcavia. Ma a contare in questo romanzo è soprattutto lo stile visionario e intriso di sarcasmo della scrittrice, più vicino alla poesia che alla prosa, adattissimo a ricreare un clima di mancata pacificazione e lo spaesamento dei giovani.   A Mantova, in occasione di Festivaletteratura, abbiamo incontrato l'autrice. Elisa Copetti ci ha tradotto le sue risposte. Olja Savičević Ivančević (Spalato, 1974) è scrittrice e poeta, autrice di diverse sillogi e dei romanzi Adio kauboju (2010) e Pjevač u noći (2016). Scrive rubriche su diversi giornali e siti, e per il teatro adattamenti e drammaturgie originali. I suoi romanzi sono tradotti in una decina di lingue.
  18. Doppiozero: ricerca culturale no profit
    Doppiozero rinnova la sua veste grafica dopo la campagna di crowdfunding #abbiculturadite. Vi proponiamo l’intervista in cui Stefano Chiodi raccontava il primo anno di vita di Doppiozero, associazione culturale non profit.  Stefano Chiodi e Marco Belpoliti sono i direttori responsabili. Stefano Chiodi è storico e critico d’arte. Tra i suoi libri La bellezza difficile (Le Lettere 2008), Una sensibile differenza (Fazi 2006), Prototipi (con B. Pietromarchi, Sossella 2004); è uno degli autori di Espresso (Electa 2000). Ha curato diversi volumi, tra cui Ai Weiwei. il Blog (Johan & Levi /doppiozero, 2012); Spazio (con D. Dardi, Electa 2010), per l'apertura del MAXXI di Roma; Marcel Duchamp. Critica, biografia, mito (Electa 2009); Achille Bonito Oliva, Il territorio magico (Le Lettere 2009); Le funzioni del museo (MAXXI-Le Lettere 2009); Franco Cordelli, Il poeta postumo (Le Lettere 2008); annisettanta (con M. Belpoliti e G. Canova, Skira 2007); Odilon Redon, A se stesso (Abscondita 2000); mostre in musei e gallerie (tra le più recenti, Monica Haller, Nomas Foundation, Roma 2011; Giulia Piscitelli, Fondazione Giuliani, Roma 2011; Olaf Nicolai, Galleria Civica di Ferrara 2008; vedovamazzei, MADRE, Napoli 2006), convegni e programmi per Radio3 RAI. Scrive su «il manifesto», «alfabeta2» e altre testate. Insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università Roma Tre. 
  19. Storie della Letteratura
    Storie della Letteratura è un programma di Isabella Donfrancesco e di Alessandra Urbani, produttore esecutivo Annalisa Proietti, regia Daniela Mazzoli e Laura Vitali. Va in onda su Rai Storia il lunedì alle ore 12.30, in replica su Raiuno il giovedì alle ore 02.00 e dal 1 novembre al 20 dicembre è in onda su Rai Scuola ogni sabato alle ore 11.00 (con replica alle ore 16.00, 20.30, 00.00 e 04.00).
  20. Scrittori precari
    "Saranno anche precari ma di certo non sono scrittori", ha detto Libero di loro. "Una fase buttata lì per attaccarci, ma che noi abbiamo usato perché quello che per noi è centrale è la nostra precarietà di vita". Simone Ghelli racconta a Rai Letteratura l'esperienza del collettivo Scrittori precari, un progetto nato nel dicembre 2008 dall'iniziativa di Simone Ghelli e Gianluca Liguori, che continuano a curare il blog. omonimo A loro si è subito aggiunto Luca Piccolino. Nel gennaio 2009 sono entrati a far parte del collettivo Andrea Coffami e Angelo Zabaglio, mentre nel giugno dello stesso anno è stata la volta di Alex Pietrogiacomi. Nel corso del 2011, per motivi personali e professionali, Piccolino e Pietrogiacomi si allontanano dal collettivo, pur continuando a seguire il progetto come collaboratori esterni. Scrittori precari nasce come rivendicazione della centralità della scrittura e della sua condivisione attraverso la lettura pubblica, in particolare nelle forme di una narrazione in grado di declinare questi nostri anni sacrificati sull’altare della flessibilità: di una letteratura intesa dunque come forma d’impegno civile che sappia spezzare il ritornello della “crisi” con cui si continuano a giustificare i tagli e le disattenzioni reiterate nei confronti del mondo del lavoro, della scuola, dell’istruzione e della cultura. Scrittori precari è anche un collante che riunisce con le proprie collaborazioni varie realtà italiane, e dimostrazione ne sono state le numerose serate di lettura organizzate nella città di Roma e  il tour con cui abbiamo risalito l’Italia da Napoli a Milano nel 2009, nonché i numerosi ospiti che hanno partecipato nel tempo ai nostri reading e che collaborano col blog. Da questa esperienza è nato anche lo spettacolo teatrale Trauma cronico. Appunti per un film in terra straniera, per la regia di Dimitri Chimenti e Andrea Montagnani.
   
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